I polisaccaridi (rappresentati da catene più o meno lunghe di zuccheri) sono tra i glucidi o carboidrati più diffusi in natura, in particolare nel regno vegetale, dove svolgono vari tipi di funzioni:

  • funzioni di sostegno, come la cellulosa (ricordiamo, a tal riguardo, che la cellulosa non può essere digerita dall’essere umano mentre, invece, gli animali erbivori ruminanti riescono a digerirla ed utilizzarla nel loro organismo a scopi energetici);
  • funzioni di riserva, come nel caso di un particolare tipo di polisaccaride, che è l’amido (ricordiamo che gli esseri umani sono in grado di digerire alcuni tipi di amido, grazie all’azione di una speciale proteina enzimatica, l’alfa-amilasi, che lo “modifica” fino a formare  uno zucchero semplice, il glucosio, che poi viene assorbito direttamente dall’organismo);
  • funzioni di riserva o d’immagazzinamento, come nel caso del glicogeno, polisaccaride immagazzinato nel fegato e nei muscoli come riserva di carboidrati.

I funghi officinali sono caratterizzati dalla presenza di un altro tipo specifico di polisaccaridi:  componenti naturali che appartengono sempre alla categoria dei glucidi o carboidrati, ma sono “zuccheri” molto speciali, con delle caratteristiche specifiche.

I polisaccaridi dei funghi, quindi, hanno delle peculiarità: non servono all’essere umano per essere digeriti, ma possiedono altre funzionalità. Dopo il loro assorbimento intestinale, infatti, agiscono a vari livelli, su particolari zone (chiamate recettori) presenti su cellule specializzate del nostro sistema immunitario. Nello specifico i funghi contengono un elevato quantitativo di un tipo di polisaccaridi: i Beta-glucani, il cui nome scientifico è ß-glucani che, in alcuni tipi di funghi, sono in grado di influenzare positivamente l’attività del sistema immunitario, apportando un’azione fisiologica di sostegno alle naturali difese dell’organismo.