Il sorprendente ‘micromondo’ del Lichene islandico

Il Lichene islandico, Cetraria islandica, detto anche Lichene artico appartiene alla famiglia delle Parmeliaceae, cresce aderente al terreno o sulle cortecce o sulle cortecce degli alberi, nelle regioni boreali dell’Europa e dell’Asia. È diffusa anche in Italia, fino all’Appennino centrale.
Lichene, in greco significa ‘strisciante’ e con questo termine si vuole descrivere lo sviluppo del vegetale, disteso e adeso alle superfici su cui cresce.

 

Il tallo, ovvero il corpo vegetativo del lichene è costituito dalla particolare associazione simbiontica di un fungo e un’alga. I due organismi vivono e crescono cooperando.
Il tallo fogliaceo è provvisto di lobi e ha una consistenza cartilaginea di colore verde oliva e bianco grigiastro, alte fino a 10-15 centimetri.

 

È proprio il tallo a contenere i principi attivi come: polisaccaridi, lichenina, acido usnico, acido cetrarico, acidi lichenici amari, mucillagini, acido folico, e Vitamine del gruppo B.
Visti i suoi valori nutrizionali (ha una concentrazione di carboidrati superiore a quella delle patate) nei paesi del Nord Europa è utilizzato anche come alimento, per animali e per l’uomo.
Viene raccolto nelle ore notturne o mentre piove, poi viene messo a macerare nell’acqua per 24 ore per eliminare le sostanze amare, successivamente viene fatto essiccare e in fine macinato, per ottenere una farina.
Il Lichene islandico è anche una straordinaria fonte di Vitamina D3, essenziale per favorire l’omeostasi di Calcio e Fosforo e la mineralizzazione dei tessuti ossei.

 

Nella fitoterapia tradizionale il lichene islandico viene utilizzato ad uso interno come rimedio per attenuare la tosse, per il trattamento delle mucose infiammate, inappetenza, vomito, nausea e vertigini. Per uso esterno trova impiego per la detersione e cicatrizzazione di ferite, nelle ustioni e nelle ulcere cutanee. Il lichene islandico viene utilizzato anche in decotti, infusi, macerati, estratti e tintura madre.